Hai già un monopattino elettrico o stai pensando di comprarne uno? Dal 2026 la copertura per i danni causati a terzi non è più una scelta facoltativa, ma un requisito per circolare in regola. Qui chiarisco date, costi, collegamento con il contrassegno, garanzie realmente necessarie e sanzioni da evitare.
La RC del monopattino è ormai indispensabile per circolare
- Dal 16 luglio 2026 la polizza RC Auto è obbligatoria per i monopattini elettrici in circolazione.
- Il contrassegno identificativo è obbligatorio dal 17 maggio 2026 e costa 8,66 euro.
- La polizza deve essere collegata al codice del contrassegno e registrata nei sistemi previsti.
- I massimali minimi sono 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni per quelli alle cose.
- Per una copertura base si incontrano spesso prezzi tra 35 e 55 euro l’anno, mentre le garanzie aggiuntive possono aumentare il premio.

Cosa prevede davvero la nuova regola
La legge n. 177/2024 ha introdotto l’obbligo di responsabilità civile verso terzi per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. La disposizione è diventata operativa il 16 luglio 2026, dopo il periodo necessario per collegare i dati del mezzo, del proprietario e della polizza.
Non si tratta di una generica assicurazione per la mobilità personale. Serve una vera RC Auto dedicata al monopattino, disciplinata dal Codice delle assicurazioni private. La copertura serve a risarcire, nei limiti del contratto, le persone o i beni danneggiati durante la circolazione.
| Obbligo | Decorrenza | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Casco | 14 dicembre 2024 | Deve indossarlo ogni conducente |
| Contrassegno identificativo | 17 maggio 2026 | Deve essere richiesto dal proprietario ed esposto sul mezzo |
| Assicurazione RC Auto | 16 luglio 2026 | Deve essere associata al codice del contrassegno |
L’obbligo riguarda i monopattini conformi alla normativa italiana. Un mezzo modificato, sbloccato o dotato di caratteristiche diverse da quelle ammesse può essere considerato irregolare o appartenere a una categoria diversa, con conseguenze anche su omologazione, targa, patente e assicurazione.
Prima della polizza serve il contrassegno identificativo
Il passaggio che crea più confusione è il rapporto tra targa e assicurazione. Il contrassegno non è una normale targa automobilistica, ma un codice identificativo associato al proprietario. Si può richiedere tramite il Portale dell’Automobilista, oppure rivolgendosi a una delegazione ACI o a un’agenzia di pratiche automobilistiche.
Il costo fissato per il rilascio è di 8,66 euro, pagabili con PagoPA. Una volta ricevuto, il contrassegno deve essere applicato in modo visibile sul parafango posteriore o nella parte anteriore del piantone dello sterzo, secondo le istruzioni previste.
- Richiedere il contrassegno con SPID, CIE o tramite un’agenzia abilitata.
- Conservare il codice alfanumerico rilasciato.
- Comunicarlo alla compagnia assicurativa insieme ai dati del proprietario.
- Verificare che la polizza emessa sia registrata nei sistemi collegati alla Motorizzazione e ad ANIA.
- Controllare la data effettiva di decorrenza prima di utilizzare il monopattino.
Questo ultimo controllo fa una differenza concreta. Una ricevuta o un documento cartaceo non sempre basta, perché la copertura deve risultare associata al codice del mezzo nei sistemi informatici utilizzati per i controlli. Il MIMIT ha chiarito proprio questo collegamento nelle indicazioni pubblicate nel 2026.
Che cosa copre la RC e che cosa resta fuori
La garanzia obbligatoria protegge dai danni involontariamente provocati a terzi durante la circolazione. Può quindi intervenire, per esempio, se si urta un pedone, si causa la caduta di un ciclista o si danneggia un’automobile parcheggiata.
Non copre automaticamente il furto del monopattino, i danni al mezzo dell’assicurato o le lesioni personali del conducente. Per queste situazioni servono eventuali garanzie aggiuntive, come infortuni del conducente, tutela legale, furto e assistenza.
| Garanzia | È obbligatoria | A cosa serve |
|---|---|---|
| RC Auto verso terzi | Sì | Risarcisce i danni causati ad altre persone o cose |
| Infortuni del conducente | No | Può coprire le lesioni subite da chi guida |
| Furto e incendio | No | Protegge il valore del monopattino in casi specifici |
| Tutela legale | No | Aiuta a sostenere i costi di una controversia |
I massimali minimi previsti sono 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni per i danni alle cose. Sono importi elevati, ma non significa che ogni polizza offra tutte le protezioni possibili: bisogna leggere franchigie, esclusioni e limiti operativi.
Un monopattino utilizzato da più familiari richiede un’attenzione ulteriore. Alcuni contratti coprono tutti i conducenti autorizzati, altri possono limitare la protezione all’intestatario. Io controllerei sempre questa clausola, soprattutto quando il mezzo viene condiviso tra genitori e figli maggiorenni.
Quanto costa e come scegliere senza pagare garanzie inutili
Il prezzo non è uguale per tutti. Le prime indicazioni del mercato collocano molte polizze base tra 35 e 55 euro all’anno, mentre prodotti con infortuni, assistenza o tutela legale possono arrivare intorno ai 100 o 150 euro.
Queste cifre sono indicative e possono cambiare in base alla compagnia, al profilo del contraente, all’uso dichiarato e alle garanzie selezionate. Per un utilizzo saltuario, una RC base conforme può essere sufficiente; per chi usa il monopattino ogni giorno nel traffico urbano, una piccola copertura infortuni può avere più valore di servizi accessori poco utili.
- Verificare che sia indicata come RC Auto per monopattino, non soltanto come RC famiglia o RC mobilità.
- Controllare che il contratto riporti il codice del contrassegno identificativo.
- Confrontare massimali, franchigia e scoperto.
- Leggere le clausole di rivalsa, soprattutto per guida senza casco, passeggeri, alcol e uso non conforme.
- Valutare garanzie aggiuntive solo se coerenti con il proprio utilizzo.
La classica RC del capofamiglia non va considerata automaticamente valida. Molte polizze escludono i veicoli soggetti a obbligo di RC Auto e, in ogni caso, non sono strutturate per il collegamento con il contrassegno del monopattino.
La rivalsa è un altro punto spesso sottovalutato. Significa che la compagnia può risarcire il terzo danneggiato e poi chiedere una somma al proprietario o al conducente quando sono state violate condizioni importanti del contratto. Una polizza con rinuncia alla rivalsa costa talvolta di più, ma può ridurre un rischio economico molto serio.
Cosa rischia chi circola senza copertura
Circolare senza assicurazione espone a una sanzione amministrativa compresa tra 866 e 3.464 euro, oltre all’immediata cessazione della circolazione. Il monopattino può essere sottoposto a sequestro amministrativo e restituito soltanto dopo la regolarizzazione della posizione, secondo le procedure previste.
Il problema non è soltanto la multa. In caso di incidente senza copertura, il responsabile può trovarsi a dover sostenere personalmente il risarcimento di lesioni, danni materiali e spese legali. Un urto apparentemente banale può diventare molto costoso se coinvolge un pedone o provoca conseguenze fisiche importanti.
La polizza non sostituisce gli altri obblighi di circolazione. Restano necessari il casco, il rispetto del limite di 20 km/h sulla carreggiata e di 6 km/h nelle aree pedonali, le luci previste, gli indicatori di direzione e il giubbotto o le bretelle retroriflettenti nelle ore notturne.
Restano vietati il trasporto di passeggeri, il traino e la circolazione sui marciapiedi, dove il mezzo può soltanto essere condotto a mano. L’età minima per guidare è 14 anni, ma per un minorenne la richiesta del contrassegno deve essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale.
Nel caso dei monopattini in sharing, targa e assicurazione sono normalmente gestite dall’operatore e incluse nel servizio. Chi noleggia il mezzo non deve stipulare una polizza separata per ogni corsa, ma resta tenuto a rispettare le regole d’uso e le condizioni del servizio.
Prima di rimetterti in strada controlla questi dettagli
- Contrassegno visibile e applicato nel punto corretto.
- Polizza RC Auto specifica, non una semplice RC famiglia.
- Codice associato correttamente alla copertura assicurativa.
- Conducenti autorizzati indicati nel contratto.
- Decorrenza attiva prima di iniziare la circolazione.
La scelta più ragionevole, a mio avviso, è partire da una RC conforme e poi aggiungere soltanto le protezioni che rispondono al proprio uso reale. Il costo annuale è limitato rispetto al rischio di un sinistro senza copertura, ma la vera attenzione deve andare alle condizioni della polizza e al corretto abbinamento con il contrassegno.
