Foglio complementare auto, cosa vale oggi e cosa fare

Emanuel Giuliani 27 maggio 2026
Mano che firma un foglio complementare con una penna stilografica, con una macchinina rossa sfocata sullo sfondo.

Indice

Stai per vendere un’auto d’epoca, trasferirne la proprietà o verificare la storia di un veicolo e tra i documenti compare un foglio complementare. In questo articolo chiarisco che cos’era, quale valore conserva oggi e cosa fare in caso di passaggio di proprietà, smarrimento, deterioramento o richiesta di visura PRA.

Le informazioni essenziali per gestire correttamente il documento

  • Documento storico collegato alla vecchia gestione cartacea del PRA.
  • Dal 1° ottobre 2021 il Documento Unico ha sostituito carta di circolazione e certificati di proprietà per le nuove pratiche.
  • Per un passaggio di proprietà il documento non è necessario se il veicolo dispone già del DU.
  • In caso di smarrimento o furto servono, di regola, denuncia o dichiarazione sostitutiva.
  • Una visura PRA aiuta a controllare proprietario, vincoli e gravami, ma non sostituisce il documento di circolazione.

Un'Alfa Romeo verde brillante, con il numero 63 sul cofano, pronta per un evento. Il foglio complementare sul parabrezza indica

Che cos’era il documento cartaceo del PRA

Il foglio complementare era un documento cartaceo relativo alla proprietà del veicolo, utilizzato prima della diffusione del certificato di proprietà. Accompagnava la carta di circolazione e riportava le informazioni necessarie a collegare il mezzo al titolare registrato presso il Pubblico Registro Automobilistico.

Non aveva la stessa funzione del libretto. La carta di circolazione riguardava soprattutto i dati tecnici e l’idoneità alla circolazione, mentre il documento del PRA serviva a dimostrare la situazione giuridica e patrimoniale dell’auto. Questa distinzione è ancora importante quando si esaminano veicoli molto datati.

Nel documento potevano comparire annotazioni legate a trasferimenti di proprietà, ipoteche, fermi o altre formalità. Per questo, quando valuto un’auto storica, non mi fermo mai alla sola presenza del foglio cartaceo. Controllo anche che i dati siano coerenti con gli archivi PRA.

Che cosa è cambiato con il Documento Unico

Il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà, indicato comunemente come DU, riunisce in un solo documento le informazioni tecniche della Motorizzazione e quelle giuridiche del PRA. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti lo rilascia per le operazioni che richiedono un nuovo documento.

Dal 1° ottobre 2021 il DU viene emesso per le nuove pratiche, tra cui passaggi di proprietà, immatricolazioni e duplicati. I vecchi documenti restano validi finché sul veicolo non viene eseguita un’operazione che comporta il rilascio del documento unificato.

Documento Funzione principale Situazione attuale
Foglio storico cartaceo Attestazione della proprietà presso il PRA Può ancora trovarsi su veicoli datati
CdP cartaceo Certificato di proprietà del veicolo Valido fino a quando una nuova pratica non richiede il DU
CdP digitale Certificato di proprietà conservato negli archivi ACI Non viene più rilasciato per le nuove operazioni
Documento Unico Circolazione e proprietà in un unico documento È il documento ordinario per le pratiche attuali

Il passaggio al DU non significa che il vecchio documento sia automaticamente privo di valore il giorno stesso dell’introduzione della nuova procedura. Diventa però superato quando viene emesso un DU per quello specifico veicolo. In pratica, il nuovo documento prende il posto dei precedenti.

Come si usa per il passaggio di proprietà

Se l’auto possiede ancora il documento storico, questo può essere presentato insieme alla carta di circolazione e all’atto di vendita. Se invece il veicolo dispone già del Documento Unico, il vecchio certificato di proprietà non serve più.

La pratica si presenta presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista, un ufficio PRA abilitato, la Motorizzazione o un’agenzia di pratiche auto. Servono normalmente:

  • documento di identità valido dell’acquirente;
  • codice fiscale dell’acquirente;
  • carta di circolazione oppure DU;
  • documento cartaceo di proprietà, quando ancora presente e richiesto;
  • atto di vendita con firma autenticata oppure atto formato direttamente allo sportello.

Dal momento dell’autentica della firma del venditore decorrono 60 giorni per trascrivere il trasferimento al PRA senza sanzioni per il ritardo. Trascorso questo termine, il passaggio resta possibile, ma si aggiungono sanzione e interessi legali calcolati sull’IPT.

Leggi anche: Certificato di proprietà digitale auto - guida pratica

Quanto costa la pratica

La parte più variabile è l’Imposta Provinciale di Trascrizione, che dipende dalla potenza del veicolo e dalla provincia di residenza dell’acquirente. Per una pratica con emissione del DU, i costi fissi indicati da ACI comprendono normalmente 27 euro di emolumenti, 32 euro di bollo per l’istanza, 16 euro per il DU, 10,20 euro di diritti della Motorizzazione e 16 euro per l’autentica digitale o cartacea.

La componente fissa arriva quindi a circa 101,20 euro, esclusi IPT, costi di riscossione ed eventuale compenso dell’agenzia. Io chiederei sempre un preventivo separato, perché il prezzo finale può cambiare sensibilmente in base alla provincia e ai kilowatt dell’auto.

Cosa fare se il documento è smarrito o deteriorato

In caso di furto, smarrimento o distruzione del documento cartaceo bisogna presentare la denuncia alle autorità di pubblica sicurezza. In alcune pratiche è accettata anche una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesta l’avvenuta denuncia.

Per i veicoli ancora legati alla documentazione più vecchia, la soluzione non consiste sempre nel chiedere un semplice duplicato. Quando la pratica richiede l’aggiornamento dei dati, l’ufficio può procedere direttamente all’emissione di un nuovo Documento Unico. Se il documento è completamente deteriorato, la denuncia può non essere necessaria, ma va comunque consegnato ciò che ne rimane.

La richiesta può essere presentata dall’intestatario o da una persona incaricata. Conviene portare anche:

  • documento di identità e codice fiscale dell’intestatario;
  • carta di circolazione o DU, se disponibile;
  • denuncia di furto, smarrimento o distruzione;
  • l’originale deteriorato, quando esiste;
  • eventuale delega firmata.

Il punto pratico è questo: non bisogna ricostruire autonomamente il documento né utilizzare modelli trovati online senza verificare la procedura applicabile. La presenza di un veicolo molto vecchio, di passaggi non trascritti o di vincoli PRA può cambiare il tipo di pratica.

Quando serve una visura PRA

Il documento cartaceo dimostra ciò che risulta dalla documentazione storica, ma non garantisce da solo che la situazione attuale sia priva di problemi. Prima di acquistare un’auto usata, soprattutto se il venditore presenta documenti molto datati, io richiedo una visura su targa.

La visura consente di conoscere l’intestatario attuale e la situazione giuridica del veicolo. Può far emergere fermi amministrativi, ipoteche, sequestri, pignoramenti o altre formalità che rendono rischioso il trasferimento.

Documento o servizio Che cosa permette di verificare Costo PRA indicativo
Visura su targa Intestatario e situazione giuridica attuale 6 euro di emolumenti ACI
Estratto cronologico Storia dei proprietari, passaggi e formalità 9 euro di emolumenti ACI
Documento Unico Dati tecnici e proprietà aggiornati Rilasciato nell’ambito della pratica prevista

La visura non sostituisce l’atto di vendita e non aggiorna automaticamente la proprietà. Serve a controllare prima di firmare, mentre il trasferimento diventa opponibile ai terzi solo dopo la trascrizione corretta al PRA.

Il controllo finale che evita i problemi più costosi

Quando trovo un documento storico, confronto sempre targa, numero di telaio, dati dell’intestatario e cronologia del veicolo. Una differenza apparentemente piccola può indicare un passaggio mai registrato o un documento riferito a una situazione ormai superata.

Per una vendita ordinaria, la strada più semplice è verificare prima la situazione PRA e concludere la pratica direttamente con emissione del DU. Per un’auto d’epoca o con documentazione incompleta, invece, preferisco controllare la visura e chiedere conferma all’ufficio PRA prima di consegnare denaro o firmare l’atto.

Con questa verifica si capisce se il vecchio documento ha ancora una funzione operativa, se deve essere sostituito dal Documento Unico oppure se può essere conservato soltanto come testimonianza storica del veicolo.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Sì, può ancora trovarsi su veicoli datati e conserva valore come documento storico della proprietà. Diventa superato quando, in seguito a una nuova pratica, viene emesso il Documento Unico, che sostituisce i documenti precedenti.

Può essere presentato insieme alla carta di circolazione e all’atto di vendita se il veicolo lo possiede ancora. Se l’auto dispone già del Documento Unico, il vecchio certificato di proprietà non è più necessario. La trascrizione al PRA deve essere effettuata entro 60 giorni dall’autentica della firma del venditore per evitare sanzioni e interessi.

Occorre presentare una denuncia alle autorità di pubblica sicurezza; in alcune pratiche è ammessa anche una dichiarazione sostitutiva che attesta la denuncia. A seconda della situazione, l’ufficio può emettere direttamente un nuovo Documento Unico invece di rilasciare un duplicato.

La visura su targa consente di controllare l’intestatario attuale e la situazione giuridica del veicolo, inclusi eventuali fermi, ipoteche, sequestri o pignoramenti. Il Documento Unico riunisce invece i dati tecnici della Motorizzazione e quelli giuridici del PRA e viene rilasciato nell’ambito delle pratiche previste.

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Autor Emanuel Giuliani
Emanuel Giuliani
Mi chiamo Emanuel Giuliani e da 12 anni mi dedico con passione al mondo dell'automotive, in particolare alla complessa ma affascinante sfera dei documenti, delle normative e della mobilità. Ho iniziato questo percorso perché ho sempre trovato stimolante il modo in cui le regole e la burocrazia influenzano la nostra vita quotidiana, specialmente quando si tratta del nostro veicolo. Il mio obiettivo su russoservizi.it è quello di rendere questi argomenti, spesso ostici, chiari e accessibili a tutti. Mi impegno a ricercare e verificare attentamente ogni informazione, confrontando diverse fonti per offrire guide precise e aggiornate, semplificando i concetti più complessi e aiutando i lettori a navigare con sicurezza nel panorama normativo automobilistico.

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