Cellulare alla guida, cosa si rischia e quando è vietato

Emanuel Giuliani 14 maggio 2026
Mani sul volante, un cellulare con mappa mostra la strada. La guida con cellulare è essenziale per orientarsi.

Indice

Basta una notifica per spostare lo sguardo dalla strada e una mano dal volante. In questa guida chiarisco cosa vieta il Codice della strada italiano, quali sanzioni si applicano nel 2026, quando sono ammessi vivavoce e comandi vocali e come gestire chiamate, navigatore ed emergenze senza esporsi a rischi inutili.

La regola più sicura è semplice e non lascia spazio a distrazioni

  • Cellulare in mano significa violazione anche per chiamate, messaggi, mappe o rifiuto di una telefonata.
  • La sanzione ordinaria va da 250 a 1.000 euro, con sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.
  • La violazione comporta 5 punti in meno, raddoppiati per chi ha conseguito la patente da meno di 3 anni.
  • Il Bluetooth, il vivavoce e i comandi vocali sono ammessi solo se non richiedono l’uso delle mani.
  • Per rispondere o scrivere in sicurezza bisogna fermarsi in un luogo consentito, non semplicemente attendere il semaforo rosso.

Mani al volante, ma una è impegnata con il cellulare. Guida con cellulare: un gesto pericoloso che può costare caro.

Cosa vieta davvero il Codice della strada

L’articolo 173 vieta durante la marcia l’uso di smartphone, tablet, notebook e dispositivi simili quando anche solo temporaneamente comportano l’allontanamento di una mano dal volante. Il divieto riguarda quindi non soltanto la telefonata, ma qualunque attività che richieda di guardare o toccare il telefono.

Rientrano nei comportamenti sanzionabili l’invio di SMS e messaggi WhatsApp, la consultazione del navigatore, la ricerca di un contatto, la lettura di una notifica e persino il semplice rifiuto di una chiamata. Il fatto che l’operazione duri pochi secondi non cambia il problema: in quel momento l’attenzione non è più interamente sulla strada.

Il semaforo rosso non è una pausa libera

Molti pensano che basti essere fermi in coda o davanti a un semaforo per poter prendere il cellulare. È una lettura rischiosa. Le brevi interruzioni della marcia legate al traffico non trasformano automaticamente il conducente in una persona autorizzata a usare lo smartphone.

La mia indicazione pratica è netta: se il telefono deve essere toccato, bisogna uscire dal flusso della circolazione e fermarsi in un’area dove la sosta sia consentita. Una coda che riparte all’improvviso è sufficiente per creare un pericolo e rendere molto difficile reagire in tempo.

Quanto si rischia tra multa, punti e sospensione

Dal 14 dicembre 2024 le conseguenze sono diventate più pesanti. Nel 2026, per l’uso del cellulare alla guida, la sanzione prevista dall’articolo 173 va da 250 a 1.000 euro, oltre alla sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi per la prima violazione.

Situazione Sanzione economica Altre conseguenze
Prima violazione Da 250 a 1.000 euro 5 punti in meno e sospensione da 15 giorni a 2 mesi
Patente conseguita da meno di 3 anni Da 250 a 1.000 euro Decurtazione dei punti raddoppiata
Nuova violazione entro 2 anni Da 350 a 1.400 euro Sospensione da 1 a 3 mesi
Patente con meno di 20 punti Si applica anche la sanzione prevista Possibile sospensione breve di 7 o 15 giorni

La decurtazione ordinaria è di 5 punti. Per i neopatentati, cioè per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni, la perdita viene raddoppiata. Secondo l’ACI, quando il punteggio residuo è inferiore a 20 punti può aggiungersi una sospensione breve di 7 giorni, se restano almeno 10 punti, oppure di 15 giorni, se il punteggio è inferiore a 10.

La sospensione breve può raddoppiare se la condotta provoca un incidente. Non va inoltre confusa con la sospensione ordinaria da 15 giorni a 2 mesi, che viene disposta nell’ambito della procedura prevista per la violazione. Per questo un verbale relativo al telefono può avere effetti più articolati di una semplice multa.

Si può ottenere lo sconto pagando subito?

In molti casi le multe pagate entro 5 giorni beneficiano di una riduzione del 30%. Per questa violazione, però, la riduzione non si applica perché è prevista anche la sospensione della patente. È un dettaglio che spesso sorprende chi legge soltanto l’importo indicato in modo generico nelle guide online.

Quando vivavoce, Bluetooth e navigatore sono ammessi

Il Codice consente l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purché il loro funzionamento non richieda l’impiego delle mani e il conducente mantenga adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie. In pratica, il collegamento Bluetooth dell’auto e i comandi vocali sono le soluzioni più lineari.

Essere collegati al Bluetooth, però, non autorizza a prendere il telefono per leggere un messaggio o selezionare una funzione. Il collegamento elimina la necessità di tenere il dispositivo in mano, ma non cancella il divieto di interagire manualmente con lo smartphone mentre si guida.

Il navigatore va preparato prima della partenza

Il navigatore è utile, ma non costituisce un’eccezione. L’indirizzo va inserito prima di partire, il telefono deve essere fissato in una posizione che non ostacoli la visuale e le indicazioni dovrebbero essere ascoltate tramite l’impianto dell’auto.

Se il percorso cambia, la scelta corretta è fermarsi in un’area di sosta o in un parcheggio. Anche un supporto sul cruscotto non rende lecito toccare lo schermo durante la marcia: il supporto evita che il telefono cada, ma non elimina la distrazione.

Perché bastano pochi secondi per perdere il controllo

Il problema non è soltanto tenere una mano occupata. Una telefonata, una chat o una mappa producono contemporaneamente distrazione visiva, manuale e cognitiva. Il conducente guarda altrove, esegue un gesto preciso e prova a seguire informazioni che competono con ciò che sta accadendo sulla strada.

A 50 km/h si percorrono circa 14 metri in un secondo. A 90 km/h sono circa 25 metri. Se lo sguardo resta sul display per 3 secondi, l’auto può avanzare per oltre 40 metri in città o per circa 75 metri su una strada extraurbana senza che il conducente controlli davvero ciò che ha davanti.

I dati citati dal Ministero della Salute mostrano quanto il fenomeno sia concreto: nel 2022 la guida distratta è stata associata a circa il 15% degli incidenti stradali rilevati, oltre 37.000 casi. Non serve trasformare ogni spostamento in un esercizio di paura, ma è sbagliato considerare il telefono una distrazione innocua perché utilizzato per poco tempo.

Come organizzarsi prima di mettere in moto

La prevenzione più efficace richiede meno di un minuto. Prima di partire conviene attivare la modalità non disturbare, collegare il telefono al Bluetooth, impostare il navigatore e sistemare il dispositivo in un supporto stabile. Così si riduce la tentazione di controllare ogni suono o vibrazione.

  • Impostare in anticipo percorso, musica e chiamate importanti.
  • Attivare la risposta automatica o la modalità guida.
  • Tenere il telefono fuori dalla portata immediata, senza nasconderlo in modo da non sentirlo in caso di emergenza.
  • Usare esclusivamente comandi vocali realmente comprensibili e già configurati.
  • Fermarsi in un luogo sicuro per leggere, scrivere o richiamare.

La modalità non disturbare aiuta, ma non è una garanzia assoluta. Se si guida per lavoro, per esempio, può essere necessario organizzare una pausa ogni volta che si prevedono chiamate frequenti. La soluzione più affidabile resta delegare il telefono a un passeggero oppure rimandare la comunicazione.

Se arriva una chiamata urgente

Una chiamata insistente non significa automaticamente che sia sicuro rispondere. Se non è possibile fermarsi subito, si può lasciare squillare il telefono e raggiungere il primo punto idoneo. In una vera emergenza, la priorità è arrestare il veicolo in condizioni di sicurezza e contattare i soccorsi senza creare un secondo pericolo.

Non considererei invece l’urgenza di lavoro, il ritardo a un appuntamento o la curiosità per una notifica motivi sufficienti per usare il cellulare al volante. Sono situazioni comuni, ma nessuna richiede di trasformare pochi secondi in un rischio per chi viaggia con noi e per gli altri utenti della strada.

La scelta più intelligente resta quella che non richiede il telefono

Guidare con il cellulare non è soltanto una questione di importi e punti sulla patente. La regola pratica che seguo è questa: tutto ciò che richiede di guardare o toccare lo schermo può aspettare. Vivavoce, Bluetooth e comandi vocali sono strumenti utili, ma funzionano davvero solo se vengono preparati prima e usati senza distogliere l’attenzione dalla strada.

Una notifica si può recuperare, una chiamata si può rimandare e un percorso si può correggere dopo essersi fermati. Il controllo completo del veicolo, invece, dipende da quei pochi secondi in cui occhi, mani e attenzione restano dove devono essere.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

È vietato tenere il cellulare in mano per telefonare, inviare messaggi, leggere notifiche, cercare contatti, usare il navigatore o rifiutare una chiamata. Il divieto vale anche quando si è fermi al semaforo o in coda, perché la marcia può riprendere all’improvviso.

La prima violazione comporta una multa da 250 a 1.000 euro, 5 punti in meno e la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi. Per i neopatentati la decurtazione dei punti raddoppia. In caso di nuova violazione entro 2 anni, la multa va da 350 a 1.400 euro e la sospensione dura da 1 a 3 mesi.

Sì, ma solo se il funzionamento non richiede l’uso delle mani e il conducente mantiene adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie. Essere collegati al Bluetooth non consente comunque di prendere il telefono per leggere messaggi o toccare lo schermo.

Il percorso va impostato prima di partire e il telefono deve essere fissato senza ostacolare la visuale, usando preferibilmente indicazioni vocali. Per leggere, scrivere o richiamare bisogna fermarsi in un’area di sosta o in un luogo dove la sosta sia consentita; in una vera emergenza occorre arrestare il veicolo in sicurezza prima di contattare i soccorsi.

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Autor Emanuel Giuliani
Emanuel Giuliani
Mi chiamo Emanuel Giuliani e da 12 anni mi dedico con passione al mondo dell'automotive, in particolare alla complessa ma affascinante sfera dei documenti, delle normative e della mobilità. Ho iniziato questo percorso perché ho sempre trovato stimolante il modo in cui le regole e la burocrazia influenzano la nostra vita quotidiana, specialmente quando si tratta del nostro veicolo. Il mio obiettivo su russoservizi.it è quello di rendere questi argomenti, spesso ostici, chiari e accessibili a tutti. Mi impegno a ricercare e verificare attentamente ogni informazione, confrontando diverse fonti per offrire guide precise e aggiornate, semplificando i concetti più complessi e aiutando i lettori a navigare con sicurezza nel panorama normativo automobilistico.

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