Bastano pochi chilometri orari oltre il limite per ricevere un verbale, ma il calcolo non parte semplicemente dal numero indicato dall’autovelox. In questa guida chiarisco quanto si paga per un superamento fino a 10 km/h, come funziona la tolleranza del 5%, quando la multa aumenta e quali controlli fare prima di pagare o contestare.
La regola cambia dopo la velocità rilevata e corretta
- Importo ordinario da 42 a 173 euro per il superamento fino a 10 km/h.
- Pagamento entro 5 giorni con riduzione del 30% sul minimo, quindi 29,40 euro più le eventuali spese.
- Tolleranza obbligatoria del 5% con una riduzione minima di 5 km/h.
- Nessuna decurtazione di punti per la violazione prevista dall’articolo 142, comma 7.
- Fascia notturna dalle 22 alle 7 con aumento di un terzo della sanzione.
Quanto costa una multa per pochi chilometri oltre il limite
Il Codice della strada considera nella stessa fascia chi supera il limite massimo di velocità di non oltre 10 km/h. La sanzione prevista dall’articolo 142, comma 7, va da 42 a 173 euro, ma nella pratica il verbale indica normalmente il pagamento del minimo edittale, salvo circostanze particolari.
| Situazione | Sanzione prevista | Punti patente |
|---|---|---|
| Superamento fino a 10 km/h | Da 42 a 173 euro | 0 |
| Pagamento entro 5 giorni | 29,40 euro sul minimo, oltre alle spese | 0 |
Il pagamento ridotto del 30% è possibile entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica. Trascorso questo termine, resta possibile pagare entro 60 giorni il minimo di 42 euro, sempre aggiungendo le spese di accertamento e notificazione eventualmente riportate nel verbale.
Non bisogna confondere questa fascia con il superamento di oltre 10 km/h. Dopo la correzione prevista dalla legge, anche una velocità che supera il limite di 10,1 km/h può far scattare la fascia successiva, con importi da 173 a 694 euro e decurtazione di punti.
Come si calcola davvero l’eccesso di velocità
La velocità indicata dall’autovelox non viene utilizzata senza correzioni. La normativa impone una riduzione a favore del conducente pari al 5% della velocità rilevata, con un minimo di 5 km/h, indipendentemente dal fatto che il controllo avvenga con autovelox, telelaser o tutor.
Due esempi pratici
Su una strada con limite di 50 km/h, un dispositivo che rileva 59 km/h deve applicare la riduzione minima di 5 km/h. La velocità considerata diventa quindi 54 km/h, con un superamento di 4 km/h e nessuna sanzione per eccesso di velocità.
Se invece lo stesso dispositivo rileva 65 km/h, il valore corretto è 60 km/h. Il superamento finale è di 10 km/h esatti, quindi rientra ancora nell’articolo 142, comma 7, e non nella fascia più grave.
Questo passaggio è spesso frainteso. La cosiddetta tolleranza non significa che si possa viaggiare liberamente a 5 o 10 km/h oltre il limite. È una riduzione tecnica obbligatoria applicata dopo la rilevazione, non una franchigia a disposizione dell’automobilista.
Controllo sempre anche la velocità riportata sul verbale e non solo quella visualizzata dal tachimetro dell’auto. Il tachimetro può indicare un valore superiore alla velocità reale, ma non sostituisce il dato dell’apparecchiatura utilizzata dagli agenti.
Quando l’importo può aumentare
La sanzione ordinaria può cambiare in alcune situazioni precise. Il caso più comune riguarda l’orario, perché le violazioni commesse tra le 22 e le 7 subiscono un aumento di un terzo.
Per una violazione diurna il minimo è 42 euro. Di notte il minimo sale a 56 euro; se si paga entro cinque giorni, la riduzione del 30% porta l’importo base a 39,20 euro, a cui si aggiungono le eventuali spese.
Un’altra eccezione riguarda alcuni veicoli soggetti a limiti specifici, tra cui determinati autobus, autocarri e veicoli destinati al trasporto di merci. In questi casi le sanzioni pecuniarie previste dall’articolo 142 possono essere raddoppiate. Per una normale autovettura privata, invece, questa maggiorazione non si applica.
Il superamento fino a 10 km/h non comporta di per sé la sospensione della patente e non prevede la decurtazione di punti. Anche le nuove conseguenze previste per alcune violazioni ripetute nei centri abitati riguardano la fascia superiore, cioè il superamento di oltre 10 km/h e fino a 40 km/h.
Cosa controllare nel verbale prima di pagare

Quando arriva una multa per pochi chilometri orari, conviene leggere il verbale con calma. La prima verifica riguarda la velocità rilevata, la riduzione applicata e la velocità finale presa come riferimento per stabilire la fascia della sanzione.
- limite vigente sul tratto di strada;
- velocità misurata dal dispositivo;
- riduzione del 5% o di almeno 5 km/h;
- velocità risultante dopo la correzione;
- data, ora e luogo dell’accertamento;
- tipo di apparecchiatura e modalità di rilevazione;
- presenza della segnalazione del controllo, quando richiesta;
- termine e modalità per il pagamento.
Le postazioni di controllo della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili. L’assenza o l’irregolarità della segnalazione può essere un elemento da approfondire, ma non comporta automaticamente l’annullamento del verbale: contano il tipo di strada, la segnaletica presente e le circostanze descritte nell’atto.
Se la contestazione non è immediata, il verbale deve essere notificato di regola entro 90 giorni dall’accertamento. Per chi risiede all’estero il termine è più lungo. Una notifica tardiva può incidere sulla validità della richiesta di pagamento, ma la verifica deve considerare anche eventuali motivi che abbiano impedito la notifica ordinaria.
Pagare o contestare la sanzione
Se i dati sono corretti e non emergono anomalie, pagare entro cinque giorni è normalmente la soluzione più semplice. Il risparmio sul minimo è di 12,60 euro, senza contare che il pagamento chiude la procedura e impedisce di presentare successivamente un ricorso sullo stesso verbale.
Se invece si rileva un errore concreto, si può valutare la contestazione. Gli aspetti più utili da verificare sono la targa, il luogo, il limite applicato, la velocità dopo la tolleranza, la tempestività della notifica e la regolarità dell’apparecchiatura o della segnalazione.
Leggi anche: Punti patente, come funziona il saldo e come recuperarli
I termini da non confondere
Il ricorso al prefetto può essere presentato entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica, purché non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta. In alternativa, l’opposizione davanti al giudice di pace segue il termine previsto dalla relativa procedura, generalmente 30 giorni dalla notifica per i residenti in Italia.
Presentare un ricorso senza una ragione verificabile è raramente conveniente per una sanzione di questo importo. Io partirei sempre da un controllo numerico del verbale, perché un errore nella velocità corretta o nella data di notifica è molto più concreto di una generica contestazione dell’autovelox.
Per una violazione esclusivamente fino a 10 km/h, inoltre, non è normalmente richiesta la comunicazione dei dati del conducente ai fini della decurtazione punti, proprio perché questa infrazione non comporta punti. Se il verbale contiene una richiesta diversa, è prudente verificare se siano presenti altre violazioni associate.
La verifica decisiva prima di chiudere la pratica
Per capire l’importo reale non bisogna fermarsi alla velocità mostrata dall’autovelox. Occorre sottrarre la riduzione prevista, individuare la fascia dell’articolo 142, controllare l’orario e sommare le spese indicate nel verbale.
In assenza di errori, una multa per un superamento fino a 10 km/h costa normalmente 42 euro, oppure 29,40 euro se pagata nei primi cinque giorni. La cosa più importante è rispettare le scadenze e conservare la ricevuta, perché anche una sanzione minima può diventare molto più onerosa se lasciata scadere.
