La domanda su quanti punti si possono togliere dalla patente ha una risposta breve, ma con alcune eccezioni importanti. In Italia si parte da 20 punti e la decurtazione dipende dalla violazione commessa, dal fatto che più infrazioni siano accertate insieme e dall’anzianità della patente. Qui chiarisco i limiti, gli esempi più comuni, il recupero del punteggio e cosa accade quando il saldo si avvicina allo zero.
La regola essenziale è che il saldo può scendere fino a zero
- 20 punti sono attribuiti all’atto del rilascio della patente.
- Per una singola violazione si perdono normalmente da 1 a 10 punti.
- Per più infrazioni contemporanee il limite ordinario è di 15 punti.
- Nei primi tre anni i punti persi dai neopatentati raddoppiano.
- Dopo due anni senza infrazioni si può tornare a 20 punti, mentre chi ne ha almeno 20 può arrivare fino a 30.

Quanti punti si possono togliere dalla patente e qual è il limite reale
Il sistema della patente a punti assegna 20 punti iniziali. Ogni infrazione prevista dalla tabella collegata all’articolo 126-bis del Codice della strada comporta una perdita specifica, che per un conducente ordinario va generalmente da 1 a 10 punti.
Se nello stesso controllo vengono contestate più violazioni, possono essere sottratti al massimo 15 punti complessivi. Questa soglia non si applica quando tra le infrazioni ce n’è una che prevede la sospensione o la revoca della patente. In quel caso vengono applicati tutti i punti previsti per le singole violazioni, senza il limite ordinario.
Il saldo, però, non può diventare negativo. Se restano 4 punti e una violazione ne prevede 6, il punteggio viene portato a zero. Per i neopatentati, cioè per chi ha conseguito la prima patente da meno di tre anni, la decurtazione prevista per ogni violazione viene raddoppiata.
Quali infrazioni fanno perdere più punti
Non tutte le multe incidono sul punteggio. La decurtazione riguarda soltanto le violazioni indicate nella tabella dell’articolo 126-bis. La sanzione economica e i punti sono due conseguenze diverse, quindi pagare una multa non elimina automaticamente la perdita del punteggio.
| Violazione | Punti persi | Perché è importante |
|---|---|---|
| Superamento del limite di oltre 10 e fino a 40 km/h | 3 | È la fascia più comune tra gli eccessi di velocità con decurtazione. |
| Superamento del limite di oltre 40 e fino a 60 km/h | 6 | Si aggiunge anche la sospensione della patente da 1 a 3 mesi. |
| Superamento del limite di oltre 60 km/h | 10 | È la decurtazione massima prevista per una singola violazione ordinaria. |
| Passaggio con semaforo rosso | 6 | La recidiva può aggravare sensibilmente le conseguenze. |
| Mancato uso della cintura o dei sistemi di ritenuta | 5 | La regola vale anche quando il dispositivo è presente ma non viene utilizzato correttamente. |
| Uso dello smartphone durante la marcia | 5 o 10 | La seconda violazione nel biennio porta alla decurtazione maggiore. |
Io presterei particolare attenzione al telefono. Dal 2024 l’uso di smartphone, tablet o dispositivi analoghi tenuti in mano comporta 5 punti alla prima violazione e 10 punti in caso di ulteriore violazione nel biennio, oltre alle sanzioni accessorie previste.
Per un neopatentato, una violazione da 5 punti può quindi avere un peso doppio. È uno dei motivi per cui un’infrazione apparentemente isolata può ridurre rapidamente il margine disponibile.
Chi riceve la decurtazione e quando viene registrata
I punti vengono tolti al conducente che commette l’infrazione, non automaticamente al proprietario dell’auto. Se il verbale viene notificato senza identificare chi era alla guida, il proprietario deve comunicare i dati del conducente entro 60 giorni dalla notifica.
Chi omette la comunicazione senza un motivo giustificato e documentato non evita la decurtazione. In questo caso rischia una sanzione aggiuntiva da 291 a 1.166 euro, mentre i punti vengono attribuiti solo quando l’effettivo conducente è identificato.
La registrazione non avviene necessariamente nello stesso momento della multa. La contestazione deve prima definirsi, per esempio con il pagamento o con la conclusione di un eventuale ricorso, e l’organo accertatore comunica poi la variazione all’anagrafe nazionale.
Per questo motivo io non mi baserei soltanto sul verbale o sui ricordi personali. Il dato utile è quello presente nell’area riservata del Portale dell’Automobilista, nella sezione dedicata alla verifica dei punti patente.
Come recuperare i punti prima di arrivare a zero
Esistono due strade principali. La prima è non commettere altre infrazioni che comportino decurtazioni. Dopo due anni senza violazioni rilevanti, il punteggio viene riportato a 20, se era inferiore a quella soglia.
Chi ha già almeno 20 punti può ottenere 2 punti di bonus ogni due anni, fino a un massimo di 10 punti aggiuntivi. Di conseguenza, il saldo massimo ordinario può arrivare a 30.
La seconda possibilità è frequentare un corso di recupero presso un’autoscuola o un centro autorizzato. Per le patenti più comuni si possono recuperare 6 punti; per alcune combinazioni di patente e CQC il recupero può arrivare a 9 punti. Il reintegro diventa effettivo dopo il superamento della prova prevista dal corso.
Il corso non è una soluzione da rimandare all’ultimo giorno. Non può essere utilizzato quando il punteggio è già esaurito e, prima di iscriversi, bisogna controllare che la decurtazione risulti registrata e che il saldo sia ancora superiore a zero.
Quando il saldo zero cambia davvero la situazione
Con la perdita totale dei punti la Motorizzazione dispone la revisione della patente. Il titolare deve sostenere l’esame di idoneità tecnica previsto dall’articolo 128 del Codice della strada.
La revisione può scattare anche in un altro caso particolare. Dopo la notifica di una prima violazione da almeno 5 punti, il conducente che commette altre due infrazioni non contestuali da almeno 5 punti ciascuna nell’arco di 12 mesi deve affrontare lo stesso procedimento.
Se l’interessato non si sottopone agli accertamenti entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, la patente può essere sospesa a tempo indeterminato. Il saldo a zero, quindi, non è una semplice annotazione amministrativa e non consente di continuare a guidare aspettando un recupero automatico.
Inoltre, per alcune violazioni il punteggio ridotto può accompagnarsi a una sospensione breve della patente. La perdita dei punti e la sospensione sono misure distinte, che possono applicarsi insieme quando ricorrono le condizioni previste dalla legge.
Il modo più semplice per evitare sorprese sul punteggio
Il controllo periodico del saldo richiede pochi minuti e permette di capire subito se una decurtazione è stata registrata, quanti punti restano e se è ancora possibile frequentare un corso di recupero. Si può usare il Portale dell’Automobilista oppure il servizio telefonico automatico indicato dal Ministero.
La regola pratica che seguirei è semplice. Dopo una multa con punti, controllerei il verbale, comunicherei correttamente il conducente entro i termini e verificherei il saldo ufficiale senza aspettare una comunicazione cartacea. Così si evita l’errore più costoso, cioè scoprire troppo tardi di essere arrivati a zero.
