Comprare o prendere in prestito un’auto più potente dopo aver conseguito la patente B non significa automaticamente violare la legge. Per capire se un neopatentato può guidare una macchina superiore a 55 kW bisogna considerare la data di rilascio della patente, la potenza specifica rispetto alla tara e, per le autovetture, il limite massimo espresso in kW.
La risposta dipende dalla data della patente e dai dati dell’auto
- Dal 14 dicembre 2024 i limiti valgono per i primi tre anni.
- Il parametro principale è la potenza specifica di 75 kW/t.
- Per le auto M1 resta il limite massimo di 105 kW.
- Il vecchio limite era di 55 kW/t e 70 kW per le autovetture.
- La verifica più sicura si fa tramite targa e carta di circolazione.
Una macchina oltre 55 kW non è automaticamente vietata
Il primo equivoco riguarda proprio il significato dei 55 kW. Il vecchio limite non indicava semplicemente la potenza massima del motore, ma la potenza specifica, cioè il rapporto tra i kW e la tara del veicolo, espressa in tonnellate.
Per esempio, un’auto da 60 kW con una tara di 1,3 tonnellate ha una potenza specifica di circa 46,2 kW/t. Secondo le vecchie regole poteva quindi rientrare nei limiti, mentre una vettura più leggera da 50 kW poteva superarli. È un dettaglio tecnico, ma cambia completamente il risultato.
Nel 2026 bisogna distinguere due situazioni.
| Data di conseguimento della patente B | Durata del limite | Potenza specifica | Potenza massima per auto M1 |
|---|---|---|---|
| Prima del 14 dicembre 2024 | Primo anno | Massimo 55 kW/t | Massimo 70 kW |
| Dal 14 dicembre 2024 | Primi tre anni | Massimo 75 kW/t | Massimo 105 kW |
La categoria M1 comprende le normali autovetture destinate al trasporto di persone, con al massimo otto passeggeri oltre al conducente. Per chi ha conseguito la patente dal 14 dicembre 2024, quindi, un’auto da 80 o 90 kW può essere guidabile, a condizione che rispetti anche il rapporto di 75 kW per tonnellata.
Il vecchio riferimento ai 55 kW
Se la patente è stata conseguita prima dell’entrata in vigore della riforma, il limite resta quello precedente durante il primo anno. In questo caso non basta controllare che l’auto abbia meno di 70 kW, perché devono essere rispettati contemporaneamente il limite massimo del veicolo e quello della potenza specifica.
La mia regola pratica è semplice: non valuterei mai un’auto solo dal numero riportato negli annunci commerciali. Il dato corretto è quello risultante dalla documentazione del veicolo, perché allestimento, massa e alimentazione possono modificare il rapporto effettivo.

Come controllare se l’auto può essere guidata
Il modo più rapido consiste nell’utilizzare il servizio di verifica del Portale dell’Automobilista, inserendo la targa dell’auto. Il sistema restituisce l’esito in base ai dati disponibili negli archivi pubblici e rappresenta un buon primo controllo prima di mettersi alla guida.
Io confronterei comunque il risultato con la carta di circolazione, soprattutto quando si tratta di un’auto elettrica, ibrida plug-in, importata o immatricolata da poco. In questi casi i dati presenti nei servizi automatici potrebbero non essere ancora perfettamente allineati.
Quali dati leggere sul documento
- Potenza del motore, indicata in kW.
- Tara del veicolo, necessaria per calcolare la potenza specifica.
- Categoria del veicolo, per capire se si tratta di un’autovettura M1.
- Eventuali annotazioni relative ad alimentazione, omologazione o caratteristiche tecniche.
Per ottenere la potenza specifica si divide la potenza in kW per la tara espressa in tonnellate. Un’auto da 90 kW con tara di 1,2 tonnellate raggiunge 75 kW/t esatti e rispetta il limite, perché la norma vieta il superamento del valore. Con una tara di 1,1 tonnellate arriverebbe invece a circa 81,8 kW/t e non sarebbe guidabile da chi è soggetto alle nuove limitazioni.
Perché la targa è più affidabile degli annunci
La stessa versione commerciale può essere venduta con motori, cambi, batterie o allestimenti diversi. Anche un’auto apparentemente identica a quella già verificata potrebbe avere un’omologazione differente. Per questo considero la ricerca per targa il controllo più pratico, mentre la carta di circolazione resta il riferimento da conservare in caso di dubbi.
Elettriche e ibride plug-in richiedono un controllo in più
Le auto elettriche e ibride plug-in sono comprese nelle regole attuali. Per le patenti B conseguite dal 14 dicembre 2024 si applicano il limite di 75 kW/t e, per i veicoli M1, quello di 105 kW anche quando la vettura utilizza un sistema di propulsione elettrico o ibrido plug-in.
Il punto delicato è capire quale potenza considerare. Nei veicoli elettrificati la carta di circolazione può riportare più valori, mentre la potenza commerciale pubblicizzata dal costruttore non sempre coincide con il dato utile per la verifica prevista dalla normativa.
In caso di risultato contraddittorio, non farei affidamento soltanto su un configuratore online o su una scheda tecnica trovata in rete. Meglio verificare la targa, leggere il documento unico e, se resta un’incertezza, chiedere conferma a una Motorizzazione civile o a un’autoscuola prima di guidare il veicolo.
Quando è possibile guidare un’auto fuori dai limiti
Le limitazioni di potenza non operano in ogni situazione. L’articolo 117 del Codice della strada prevede alcune eccezioni precise, che non devono però essere interpretate in modo estensivo.
Accompagnatore con funzione di istruttore
Il neopatentato può guidare un veicolo altrimenti non consentito quando al suo fianco si trova, con funzione di istruttore, una persona di età non superiore a 65 anni che abbia una patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno dieci anni oppure una patente di categoria superiore.
Non basta quindi avere accanto un genitore, un amico o un collega con patente valida. L’accompagnatore deve rispettare i requisiti previsti e deve essere realmente presente nel ruolo richiesto dalla norma. Questa eccezione è utile per fare pratica, ma non trasforma l’auto in un veicolo liberamente guidabile quando il neopatentato è da solo.
Veicoli per persone con disabilità
I limiti di potenza non si applicano ai veicoli destinati al servizio di una persona con disabilità, purché siano presenti le autorizzazioni richieste e la persona interessata si trovi a bordo. Anche in questo caso la presenza del passeggero è una condizione essenziale.
La distinzione è importante perché molte persone ricordano soltanto l’esistenza dell’eccezione e dimenticano i suoi requisiti. In caso di controllo, è la situazione concreta a determinare la validità della deroga.
Cosa si rischia guidando un’auto non consentita
Guidare un veicolo oltre i limiti previsti per la propria patente non è una semplice irregolarità formale. L’articolo 117 del Codice della strada prevede una sanzione amministrativa da 165 a 660 euro e la sospensione della patente da due a otto mesi.
La cifra effettiva può dipendere dalle modalità di pagamento e dagli sviluppi del procedimento, ma la sospensione resta la conseguenza più pesante per chi ha appena iniziato a guidare. Inoltre, quando l’infrazione comporta la perdita di punti, per i neopatentati opera in generale il raddoppio nei primi tre anni.
Esistono anche altre regole da ricordare. Per i primi tre anni dalla patente B non si possono superare 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Chi ha meno di 21 anni, inoltre, deve rispettare il tasso alcolemico pari a zero, mentre la guida in stato di ebbrezza può comportare conseguenze aggravate per il neopatentato.
Leggi anche: Come vedere i punti della patente con SPID
L’errore più comune prima di partire
L’errore che vedo più spesso consiste nel confondere la potenza indicata in un annuncio con quella prevista dalla legge. Espressioni come “motore da 55 kW”, “auto da 70 kW” o “modello adatto ai neopatentati” non sono sufficienti da sole.
Prima di usare l’auto controllerei sempre tre elementi: data della patente, targa del veicolo e dati della carta di circolazione. Bastano pochi minuti per evitare una sospensione che può compromettere mobilità, lavoro e assicurazione familiare.
La verifica giusta evita errori prima ancora di accendere il motore
Il numero di 55 kW continua a comparire in molte vecchie guide, ma non descrive più da solo la disciplina applicabile a tutti i neopatentati. Oggi la data della patente divide due regimi diversi, con limiti rispettivamente di 55 kW/t per il primo anno oppure 75 kW/t per i primi tre anni, oltre al limite specifico di potenza massima per le auto M1.
Per questo, davanti a un’auto da 56, 80 o 100 kW, non darei mai una risposta basata soltanto sul numero. La scelta corretta nasce dall’incrocio tra potenza, tara, categoria del veicolo e data di conseguimento della patente: è questo controllo completo a dire se il neopatentato può davvero mettersi alla guida.
